giovedì 29 agosto 2013

Intervista a Padre Mariano Asunis


Intervista al Generale Nicolò Manca


Crisi ti sistemo io. L’imprenditoria giovanile ai tempi dei social network.

 Talvolta le difficoltà permettono di rimescolare le carte per trarne miglior gioco ma, ed è davvero liberatorio poterlo dire, la fortuna c’entra veramente poco, o almeno non quanto la pervicacia e l’intelligenza miste a quel senso pratico che ti suggerisce di non disfarti ma degli “amabili resti” esperienziali. Lo sa bene Alessandra Botta, giovanissima sulla carta ma con un piccolo impero imprenditoriale tra le dita. Dopo gli studi di Biologia decide di dare una svolta alla propria vita deponendo l’eventualità di un percorso accademico, sceglie l’imprenditoria e inizia precocemente a lavorare con successo e profitto nel mondo della cura di se. I risultati arrivano, sono costanti, tanto da alimentare un ardito progetto che ha sempre meno dell’onirico: la libera professione, in proprio. La giovane imprenditrice, dopo aver conquistato il nuovo titolo professionale decide di acquistare uno spazioso appartamento in una centralissima via della città di Pirri (via Leandro Corona 13) e, tutta sola, sobbarcandosi anche il complesso di pratiche burocratiche che avrebbero scoraggiato anche il più ardimentoso dei ragionieri, da vita al Centro benessere “Ali di Bellezza” , vero angolo relax per un numero sorprendente e sempre crescente di persone e curiosamente tanti ragazzi attenti al proprio benessere e cura fisica. Il tam tam pubblicitario, realizzato, ad onor del vero sempre secondo criteri di compiutezza e di gusto e neppure troppo pressante, procede tramite i social più tradizionali, facebook ed Instagram, e mentre Alessandra schiaffeggia gli analisti che si preoccupano di minacciarci con dati sempre più deprimenti (12, 2 % il tasso di disoccupazione giovanile in Italia) gli affari, tra alterne vicende, vanno progressivamente migliorando tanto da compiere un bilancio strabiliante di questo primo anno da imprenditrice. Questa è la Sardegna che ci piace narrare, grazie Alessandra!

D: Ad un anno esatto dal tuo grande traguardo, puoi tracciare un velocissimo bilancio?
R:Come per qualsiasi nuova attività il primo anno è il più difficile, in quanto c'è l'impatto della novità. Io riesco a vederlo solo in positivo: non mi aspettavo una crescita così rapida e una curiosità crescente sia verso le nuove tecnologie che verso i supporti manuali, ossia i prodotti. Devo ammettere che un anno è volato, e ora ci ritroviamo alle porte del secondo anno con una carica ed energia completamente nuove, pronta ad essere sorpresa da questo prossimo anno.
D: Qual è il tuo prossimo ambizioso obiettivo?
R: Ci sono tanti obiettivi, senza obiettivi non ci sarebbe crescita. Indubbiamente il primo obiettivo si traduce brevemente nel superare in tutto e per tutto l'anno che si sta appena concludendo, una sorta di gara con me stessa dove la meta non è tanto "fare di più rispetto alla concorrenza" ma dare un servizio sempre migliore e aggiornato alle mie clienti.
D: Novità all’interno del centro?
R: La news fresca fresca in occasione dell'anniversario è l'inserimento della Luce Pulsata per la risoluzione progressivamente definitiva del problema dei peli superflui, che ricordiamo, è un trattamento che necessita di costanza e pazienza, ma che da i suoi risultati!!! Vi invito a riguardo a seguirci tramite facebook mettendo "Mi piace" sulla pagina Ali di Bellezza per ricevere promozioni e scontistiche vantaggiose. Oltre l'inserimento di questa immancabile tecnologia, seguirà come dicevo prima l'integrazione di nuovi trattamenti sempre più specifici e mirati a combattere gli inestetismi più comuni.
D: La pubblicità, oggi come in passato, è l’anima di ogni dinamismo economico: Come realizzi la tua promozione?
R: Generalmente ogni mese è dedicato ad una promozione diversa, in modo da accontentare tutte le preferenze. I canali di diffusione sono sia la pagina facebook Ali di Bellezza, sia (a partire dal 1 Settembre) il nostro nuovo sito alidibellezza.com oltre ovviamente ai volantini che vengono consegnati in istituto alle clienti abituali e non. Quindi a partire dal 1 Settembre vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale alidibellezza.com!!!

 

martedì 20 agosto 2013

Battesimo d'eccellenza per la nuova opera letteraria.

Non può che suscitare commozione il pensiero di arrivare nella Biblioteca del Santo Padre. Non può che incoraggiare per il futuro vedere tanto valorizzata la fatica della propria Ricerca storico scientifica. Grazie. Grazie di cuore.

venerdì 16 agosto 2013

TABLET.UNA SCUOLA SENZA LIBRI.COSA CI ASPETTA

A scuola senza libri. Tutto il nostro sapere affidato a un tablet. Ambizioso progetto quello di alleggerire le cartelle di bambini e adolescenti dei pesanti diluvi cartacei che hanno costretto generazioni di task force multicolor a camminare curvi sotto il peso di zainetti, indubbiamente glamour ma decisamente dannosi alla colonna vertebrale in crescita. Forse non è completamente utopistico pensare un’Italia un po’ più moderna, funzionale, e diverte ancor più  l’idea di farlo dai banchi della Scuola pluri vituperata per le sue vistose carenze, dal precariato al caro-libri. Collodi probabilmente avrebbe storto il naso al pensiero di una scuola senza più un libro, degna del suo paese dei balocchi, ma il progetto Book in progress in realtà offre scenari da non sottovalutare sotto il profilo dell’ottimizzazione del rendimento scolastico dei nostri ragazzi. Anche i peggiori misoneisti di area tecnologica sembrano affascinati all’idea di un’innovazione forse pari alla diffusione dell’apparecchio televisivo anch’esso connesso - prima del suo uso deteriore – ai migliori propositi di alfabetizzazione e comunicazione.  In cosa consiste concretamente il progetto? Gli insegnanti elaborano delle dispense i cui contenuti sono adatti ai ritmi di apprendimento dei propri allievi e l’attenzione al percorso umano dello studente è facilitato anche da un punto di vista economico perché i testi redatti dai docenti convergono in un tablet, la cui spesa viene effettuata un’unica volta nell’arco dell’intera carriera scolastica, a fronte dei consueti 400 annuali, mediamente richiesti alle famiglie italiane per la dotazione libraria dei propri ragazzi in prima superiore. Importante però sottolineare che affidare un oggetto tecnologico ad uno studente giovanissimo non è sufficiente, occorre fornire un contenuto e soprattutto un  preciso progetto di apprendimento, in alternativa saremmo dinnanzi all’ennesima Play Station,  DS e compagnia ludicheggiante. Sembrerebbe un panorama didatticamente idilliaco ma occorre esaminarne ogni risvolto. Se è vero che i ragazzi possono a buon diritto esser definiti “nativi digitali” la mediazione culturale dell’insegnante è investita di una responsabilità in più. Il docente deve entrare nell’ottica di una nuova comunicazione e trasmissione del sapere. Dunque la tecnologia batte trionfalmente gessetti e cimosa e offre nuove sfide e stimolanti quid nel campo della conoscenza e del proprio apprendimento. Sorge però un nuovo problema. Le competenze informatiche dei ragazzi non rischiano di tagliare fuori dal percorso di formazione scolastica i genitori più attempati? I pionieri del progetto assicurano che l’ostacolo può essere superato con un po’ di buona volontà e serietà da parte della famiglia. Tra gli aspetti più vantaggiosi del progetto è la possibilità da parte degli alunni assenti per valide ragioni, di poter seguire da casa la lezione in video conferenza, poter porre quesiti all’insegnante, intervenire ed essere perfino interrogato.

Il progetto Book in Progress è completamente autofinanziato, esso si avvale del grande risparmio che di anno in anno viene assicurato alla famiglia degli studenti, la quale si ritrova a dover fronteggiare l’acquisto dell’apparecchio la cui spesa, a conti fatti, è perfettamente ammortizzata nel tempo. Apri pista del progetto una modesta scuola della periferia di Brindisi con a capo il Preside Salvatore Giuliano che, incurante dell’ilare omonimia e della totale assenza di finanziamenti pubblici, ha raggiunto uno dopo l’altro gli obiettivi che si era imposto è ha contribuito a far guadare la scuola italiana da fiumi d’inchiostro da calamaio a panorami più avveniristici in cui, tuttavia, non è obliterato il fattore umano. E da noi in Sardegna? Vi aggiornerò nei prossimi articoli. Stay tuned.